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Attività formative

 



L'Attività Didattica

 

 

ATTIVITÀ DIDATTIVA

PRINCIPI ISPIRATORI E OBIETTIVI FORMATIVI

 

 

Il Piano dell'Offerta Formativa dell'ITAS s'ispira ai principi costituzionali di libertà, uguaglianza, solidarietà e dignità della persona umana, per quanto attiene alla definizione dei percorsi formativi e delle proposte didattiche, e a criteri di qualità ed efficienza nell'erogazione dei servizi e nell'individuazione degli strumenti più idonei all'attuazione dei suddetti principi. Tutto questo trova la sua ragion d'essere ne l fermo convincimento che la Scuola debba essere, nell'ambito della società, il luogo in cui si offrono ai giovani le più varie, complesse ed articolate occasioni e opportunità di crescita culturale, morale, civile e professionale.

Il progetto educativo dell'ITAS mira a formare allievi che siano innanzitutto "cittadini", consapevoli dei diritti e dei doveri che il vivere civile impone a tutti i membri di una società organizzata, e partecipi dei valori di democrazia, libertà, giustizia, solidarietà che sono alla base della comunità nazionale e della più vasta compagine europea di cui l'Italia è parte integrante.

 

Obiettivi formativi

  • conoscere e praticare i diritti e i doveri dell'uomo e il principio di uguaglianza fra gli uomini;
  • riconoscere e praticare la parità dei diritti e dei doveri fra uomini e donne;
  • saper considerare la diversità di ideologie e di opinioni un'occasione per un confronto e una ricerca comune di valori unificanti;
  • riconoscere il diritto alla diversità etnica, religiosa, culturale, razziale, accettarlo come fonte di arricchimento e non come fonte di gerarchie valoriali;
  • saper accettare la presenza del disabile nella comunità scolastica, collaborando per l'integrazione possibile nella scuola, nella società, nel mondo del lavoro;
  • far propria la cultura basata sull'accettazione, sul rispetto degli altri e sulla solidarietà;
  • saper cogliere il valore della legalità intesa come rispetto del diritto e quindi saper rispettare le regole, l'ambiente, gli altri, le cose non proprie;
  • saper mettere in atto processi di valutazione e di autovalutazione.

Per un insegnamento efficace ed un apprendimento formativo

 

I docenti dell'I T A S "Via Prenestina", consapevoli del fatto che la Scuola ha il compito di attivare, dirigere, sostenere l'azione della "conoscenza" in una società sempre più articolata, tecnologicamente sofisticata, multimediale, multietnica, fortemente connotata dal processo di globalizzazione, avvertono la necessità di allestire condizioni d'apprendimento adeguate, di progettare la formazione in funzione di esigenze specifiche, di controllare i processi.

"Alla cultura delle certezze" ritengono opportuno sostituire "una paziente ricerca di soluzioni".

Il piano dell'Offerta formativa, nell'ambito più specifico dell'Insegnamento Apprendimento, è permeato, pertanto, dalla filosofia di progettare un percorso di lavoro educativo-didattico atto a consentire agli alunni di padroneggiare, in modo soddisfacente, gli obiettivi prefissati, in particolare il sapere, il saper fare, il sapere essere, inteso- quest'ultimo- come la valorizzazione del senso del sé, riconoscendo anche negli altri pari dignità.

La complessità dell'azione didattica, derivante dalla presenza a scuola di allievi diversi in ordine alla fisionomia culturale e sociale, alle caratteristiche cognitive ed affettivo-motivazionali, fa sì che insegnare significhi prestare attenzione a tutte le variabili e gestire e risolvere contemporaneamente più problemi.

L'azione della Scuola, per corrispondere alla sua condizione di Contesto formativo per eccellenza, promuoverà un'azione di Insegnamento che sia l'espressione di scelte consapevoli, effettuate sulla base di analisi accurate di tutte le variabili sopra considerate, in particolare, quindi, terrà conto:

•  sia della popolazione a cui l'intervento è destinato, prestando sensibile e rigorosa attenzione ai bisogni formativi che essa richiede;

•  sia dei traguardi educativi che la proposta di intervento didattico si propone di conseguire.

 

Il punto di partenza del processo formativo sarà guidato dall'idea forte rappresentata dalla:

 

CENTRALITÀ DELL'ALUNNO

 

del quale si accerteranno le caratteristiche di ingresso e per quanto attiene l'aspetto cognitivo e per quanto attiene a quello affettivo- motivazionale.

I docenti, infatti, sono convinti che, per stabilire un'efficace interazione e azione didattica, sarà utile preliminarmente:

  • tracciare un profilo delle caratteristiche affettive e motivazionali degli allievi dal quale emergano i possibili interessi e le eventuali aspettative che essi manifestano relativamente ai contenuti e delle abilità che dovranno acquisire.

Le componenti affettive, infatti, interagiscono strettamente con quelle cognitive in qualsiasi processo decisionale, nello specifico, quello di studiare.

L'alunno non solo deve conoscere quali contenuti apprendere, quale impegno produrre, quali risultati ottenere, ma anche avere la consapevolezza delle proprie capacità, possedere un buon livello di autostima, controllare l'ansia, essere motivato, incoraggiato, rassicurato che un eventuale errore non è una "colpa" o una sconfitta ma un'occasione per fare spazi a ulteriori richieste di chiarimenti;

  • individuare le caratteristiche cognitive di base degli alunni, quelle abilità che costituiscono i prerequisiti generali (esperienze pregresse, il livello culturale di base, abilità linguistico espressive, logico-matematiche, comprensione della lettura);
  • individuare le caratteristiche che costituiscono i prerequisiti specifici, (conoscenze, abilità che devono essere in possesso dell'allievo per impostare l'acquisizione di ulteriori conoscenze e abilità in specifici ambiti disciplinari e contesti culturali).

Ciò che conta nell'accertamento dei prerequisiti è verificare non che cosa i soggetti dell'apprendimento non sanno, ma cosa essi sono in grado di fare: è questa l'informazione che consente di identificare il punto di partenza del "Processo Didattico".

Gli insegnanti, poi, indicheranno gli obiettivi d'apprendimento, cioè quali abilità mireranno a promuovere, e a quale livello di complessità (dopo avere individuato le caratteristiche d'ingresso degli alunni).

In particolare:

  • definiranno gli obiettivi sul piano cognitivo, sul piano operativo per sviluppare/potenziare abilità specifiche, e su quello socio-affettivo per ottenere comportamenti idonei a quelli che l'intervento didattico intende promuovere;
  • selezioneranno i contenuti (quali scelte effettuare tra la molteplicità di informazioni che caratterizzano l'Universo culturale e quali modalità cognitive sviluppare o potenziare)
  • organizzeranno le scelte significative, operate all'interno delle proprie discipline o tra discipline affini, intorno a unità tematiche monodisciplinari o pluridisciplinari o interdisciplinari.
  • guideranno, così, gli alunni a scoprire gli elementi fondanti, che caratterizzano l'organizzazione interna, l'architettura stessa, delle varie discipline, al fine di sviluppare in loro la capacità di operare collegamenti intra e interdisciplinari, di operare scelte nel vasto repertorio informativo, di stabilire collegamenti tra le parti e il tutto, fra il noto e il nuovo.

Questa strategia didattica, soprattutto nel triennio, mirerà a potenziare negli alunni la capacità di fare scelte, di controllare il processo d'apprendimento, di trasformare le abilità in competenze.

Nella progettazione didattica, inoltre, si alterneranno funzioni di insegnamento dirette al conseguimento di obiettivi specifici, (cosa l'alunno deve sapere, cosa deve sapere fare, a quale livello), ad attività finalizzate alle verifica sistematica e immediata dell'apprendimento degli alunni, mediante verifiche in itinere o formative (queste consentono all'insegnante di accertare l'efficacia dell'azione didattica intrapresa, di rafforzare o proseguire o differenziare gli interventi didattici a seconda delle necessità di ciascuno).

È la specificità, anche, del modello procedurale "Mastery Learning", che è una didattica flessibile, perché si adatta alle reali situazioni soggettive e si modifica, nelle strategie, sulla base dei risultati man mano conseguiti nel processo formativo. Risulta particolarmente utile per quegli alunni che evidenziano difficoltà.

 

Il Collegio Docenti, per applicare in maniera più evidente e coerente i principi enunciati e per consentire che il progetto educativo risulti condiviso e trasparente, ha deliberato di:

  • Articolare l'anno scolastico in quadrimestri
  • Sospendere l'ordinaria attività per quattro settimane, organizzando attività formative, attività di recupero/approfondimento/potenziamento
  • Progettare per moduli.

PROGETTARE PER MODULI

Significa ripensare l'insegnamento.

 

Il modello di riferimento è di una didattica flessibile che, per sua definizione, si pone agli antipodi rispetto a quella tradizionale.

Se quest'ultima si caratterizza per la sostanziale rigidità dell'iter formativo, fissato a priori rispetto alle reali esigenze degli allievi; la didattica modulare si distingue per la sua capacità d'adeguamento alle reali situazioni soggettive e per la continua modificabilità delle strategie sulla base dei risultati conseguiti nel corso del processo formativo.

Lo schema di riferimento della didattica flessibile è la progettazione che accerta le condizioni di partenza degli allievi, definisce gli obiettivi, individua le tecniche di intervento adeguate a condurre tutti nella direzione tracciata degli obiettivi che devono raggiungere tutti gli allievi.

La modularità costituisce, pertanto, una strategia di insegnamento-apprendimento del tutto nuova e i docenti, nel ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, sono professionalmente consapevoli che:

  • non si apprende solo a scuola;
  • l'apprendimento costituisce un fatto naturale per il quale il soggetto modifica costantemente atteggiamenti e comportamenti per interagire con la realtà che lo circonda;
  • un soggetto che apprende è impegnato a incrementare tutte le aree di sviluppo: fisico-motoria, emotivo-affettiva, cognitiva, collaborativo-sociale
  • la scuola, nel dar vita a processi formativi di successo, non può occuparsi solo degli aspetti cognitivi, perché rischierebbe di produrre ampie fasce di emarginazione sociale; ma essa deve ricercare strategie più efficaci, per rapportarsi positivamente con la complessità del conoscere e della società di massa;
  • la ricerca psico-pedagogica dimostra che la costruzione delle conoscenze- intesa come acquisizione di dati e informazioni, come processi cognitivi produttivi, è interrelata con le altre aree della comunicazione e che l'apprendimento cognitivo non consiste solo nell'acquisizione e memorizzazione di dati consolidati e condivisi, ma anche nella produzione di mappe e reti concettuali che caratterizzano l'attività originale del singolo individuo;
  • l'essere umano è molto più complesso di quanto non sembri e le sue operazioni cognitive discendono dall'insieme della sua persona.
  • si distinguono due modalità diverse con le quali interveniamo sul reale:
    - il pensiero lineare, (diacronico-sequenziale) quello che si svolge nella successione temporale, presiede alle operazioni logico-cognitive.

- il pensiero modulare, (simultaneo e sincronico) quello che si svolge nell'immediatezza e nella globalità della dimensione spaziale, organizza il sapere secondo mappe concettuali sulla base del vissuto, delle conoscenze pregresse di ogni soggetto;

  • un modulo costituisce un'unità di apprendimento in sé compiuta e, per certi versi, indipendente ma interdipendente con tutti gli altri moduli che costituiscono il percorso formativo.

La filosofia sottesa alla progettazione modulare, che rappresenta un'innovazione formativa e organizzativa nella pratica didattica del nostro Istituto, è strettamente coniugata alla flessibilità, che prevede -fra l'altro- la sospensione dell'ordinaria attività per quattro settimane, al fine di fare spazio ad attività formative intra ed extra moenia, ad attività di recupero e approfondimento, tenendo conto dei bisogni formativi dei nostri studenti, il cui contesto culturale di provenienza risulta, per i più, spesso poco stimolante e molto circoscritto alla mera quotidianità.

 

La modularità è una strategia :

  • formativa perché tiene conto sia delle condizioni di partenza dei singoli alunni, sia delle finalità e obiettivi da conseguire, attraverso un continuo controllo del processo di insegnamento /apprendimento;
  • flessibile, aperta, individualizzata, ricapitalizzabile , perché si modula in relazione ai ritmi e agli stili cognitivi dei singoli studenti; consente scelte congruenti alla specificità e al contesto operativo della scuola; è riutilizzabile in altri contesti (si pensi al mondo del lavoro).

Il Modulo è un insieme di contenuti significativi afferenti ad una tematica, o ad una situazione da risolvere.Esso è l'espressione di scelte effettuate tra la molteplicità d'informazioni che caratterizzano l'Universo delle varie discipline.

 

Il percorso di lavoro modulare, inoltre, si articola in unità didattiche seguite da verifiche in itinere o formative , e ciò consente agli alunni:

  • di procedere per piccoli passi;
  • di facilitare gli apprendimenti graduandoli;
  • di comprendere i punti nodali del tema trattato;
  • di avere, in tempi brevi, la corretta percezione del compito da svolgere e dell'obiettivo da raggiungere;
  • di ridurre le occasioni di insuccesso, attraverso variazioni dell'intervento didattico in relazione ai ritmi individuali di apprendimento.

Nella progettazione modulare, le verifiche in itinere sono formative perché consentono

  • all'insegnante, di accertare l'efficacia dell'azione didattica intrapresa, di rafforzare o proseguire o differenziare gli interventi didattici a seconda delle necessità di ciascun alunno;
  • agli alunni, di riconoscere le proprie capacità, le proprie conquiste nel processo di apprendimento.

Le verifiche formative rappresentano, pertanto, una fase di autovalutazione per gli allievi e per i docenti.

 

LA VALUTAZIONE

 

Una delle caratteristiche più significative ed imprescindibili per l'efficacia della modularità sta nella funzione di valutazione che non è solo quella finale, ma permea l'intero processo in una sorta di monitoraggio, non solo relativo alle conoscenze degli alunni ma anche ai tempi e ai metodi d'insegnamento.

Le verifiche a conclusione delle u.d. sono formative, mirano cioè a verificare l'efficacia "del segmento didattico", al fine di apportare aggiustamenti se necessari.

D'altra parte, è insita nella didattica modulare la possibilità di intervenire nel processo d'insegnamento adattando tempi, contenuti e modalità di verifiche alla risposta e allo stile d'apprendimento degli alunni.

È necessario stimolare negli allievi la riflessione sulle proprie modalità d'apprendimento (metacognizione) per far sì che questi acquisiscano una più ampia consapevolezza circa i propri processi, prerequisito indispensabile alla promozione delle capacità d'autocontrollo e autogestione del processo d'apprendimento.

La valutazione rappresenta uno fra i momenti più alti e impegnativi della professionalità docente, poiché riassume in sé e giudica tutto il processo educativo che, in primis, ha il compito di promuovere al massimo le potenzialità degli studenti.

È evidente quindi che la valutazione, oltre a mettere in evidenza il livello d'apprendimento e preparazione degli studenti, serve al docente per disporre di un indicatore in merito al proprio operato.

Allo studente la valutazione deve servire non tanto per sapere se sarà promosso o meno, quanto per verificare se sta lavorando bene, se e dove deve migliorare la propria preparazione; serve a scoprire i propri interessi e le proprie attitudini e quindi anche a conoscere meglio se stesso per orientarsi con maggior sicurezza nelle proprie scelte.

Per questo motivo lo studente ha:

  • il diritto di conoscere in ogni momento la propria valutazione e gli elementi che concorrono a formarla;
  • la possibilità e l'opportunità di autovalutarsi.

Il docente, per procedere alla verifica e valutazione degli alunni, fisserà dei parametri in ragione della realtà di campo in cui opera, tenendo conto del fatto che i discenti debbono assumere un ruolo attivo (che è un nuovo modo di concepire la docimologia della comunicazione

Fa, infatti, parte integrante della formazione della persona la spinta e l'educazione all'autoverifica e all'autovalutazione.

In tutte queste fasi l'insegnante riveste un ruolo d'estrema importanza, quello di guida; potrà fungere da suggeritore, da ottimo coordinatore delle operazioni, specialmente nel momento in cui si dovrà concretizzare in un numero quello che è il livello di profitto dei discenti.

In concreto il docente potrà fare seguire

  • ai percorsi didattici- comunicativi brevi, verifiche immediate intese come sondaggi delle capacità di comprensione rapida e resa mnemonica di nozioni provvisoriamente apprese, immesse nella memoria breve
  • a iter didattici continuativi, verifiche a lungo termine, come indagini più circostanziate delle capacità critico-rielaborative, che interessano la memoria a lungo termine, riguardante la struttura della cultura personale del discente.

La valutazione, per lungo tempo, si è polarizzata sul prodotto rispetto al processo; oggi la prospettiva sta cambiando . Questi i suoi elementi qualificanti, che la nostra scuola tiene in considerazione:

  • la valutazione non coincide, in modo meccanico con l'apprezzamento tecnico dei risultati;
  • è sempre necessaria una fase di misurazione, nel senso che ogni verifica degli apprendimenti deve esprimersi con un voto, un giudizio finale;
  • diversa funzione ha il valutare, in quanto in esso convergono dati misurabili, ma anche osservazioni sistematiche sul modo di studiare, sull'impegno, sui ritmi di apprendimento, sugli stili cognitivi;
  • il risultato finale ha alle spalle un percorso valutativo, nel quale convergono fattori dell'insegnamento e dell'apprendimento;
  • la valutazione deve riflettere le scelte che la scuola opera con soggetti in difficoltà (individualizzazione), modificando i criteri e adattando le modalità di verifica;
  • la trasparenza dell'iter valutativo deve essere costante, per coinvolgere lo studente in processi di autovalutazione, ma anche per informare la famiglia dei progressi compiuti e delle difficoltà incontrate;
  • nell'ottica della promozione del profilo dello studente, valutare vuol dire valorizzare le sue risorse e potenzialità, fornire occasioni motivanti, migliorare l'autostima.

Si propongono cinque fasi circa i modi di valutare nel corso e nello sviluppo dell'attività didattica, la cui caratteristica comune sta nel valore formativo.

 

La valutazione si può configurare come:

  • La valutazione dei prerequisiti da intendere non solo come rilevazione della situazione d'ingresso dell'allievo nella scuola, ma anche delle capacità e delle conoscenze di cui dispone per affrontare con successo il lavoro didattico. La valutazione dei prerequisiti nel suo insieme viene anche definita come valutazione di sfondo o della rete concettuale, di cui il soggetto dispone per ogni disciplina o per nucleo tematico della disciplina stessa.
  • La valutazione formativa in vista degli obiettivi intermedi (autovalutazione del docente per le variazioni in itinere di obiettivi, contenuti, metodi a seconda dei casi).
  • La valutazione diagnostica che misura la qualità globale dei risultati.
  • La valutazione conclusiva quando gli alunni e gli insegnanti prendono dialetticamente atto della realizzazione degli obiettivi prefissati. L'alunno discute sui propri risultati, si autovaluta e si orienta. Da qui l'apice del momento maturativo che si concretizza, appunto, con l'orientamento dell'alunno il quale prende coscienza delle proprie capacità e delle proprie attitudini.
  • La valutazione sommativa alla chiusura di un iter didattico sul complesso delle prove di verifica. La valutazione al termine dell'anno scolastico è finale (docimologia complessiva), certificativa, ma anche formativo-diagnostica in quanto fondamento degli ulteriori sviluppi del processo educativo-formativo.

 

MODALITA' DI VALUTAZIONE

  • test
  • colloqui
  • domande a risposta aperta
  • produzioni scritte (in forma di saggio breve, articolo di giornale, tema tradizionale, analisi dei testi, lettere, relazioni e progetti)

 

SCELTE METODOLOGICHE

Relative all'attività didattica

 

 

Ciascun docente sceglierà l'orientamento didattico più funzionale e rispondente alle caratteristiche cognitive e motivazionali degli alunni della propria classe:

  • lezione partecipata/dialogata (connotata dall'approccio euristico, il lavoro in classe assume l'aspetto di una ricerca svolta dai discenti dietro la guida del docente);
  • lezione frontale dall'approccio unidirezionale;

Gli insegnanti, per conseguire una buona qualità dell'istruzione:

  • esalteranno le caratteristiche specifiche degli allievi per stimolarne l'operatività;
  • rinforzeranno sistematicamente le risposte corrette, incrementandone così la motivazione;
  • forniranno il feedback, regolando così l'andamento del processo didattico, intervenendo immediatamente sugli eventuali errori.

 

OBIETTIVI TRASVERSALI  

 

Gli obiettivi trasversali trovano riscontro nella programmazione dei consigli di classe non solo sul terreno della coerenza educativa, ma anche su quello dell'operatività disciplinare.

Si evidenzieranno i livelli corrispondenti alla scala in decimi (per tutte le classi), a quella in quindicesimi (per le prove scritte dell'Esame di Stato), a quella in trentacinquesimi (per il colloquio dell'Esame di Stato).

 

Si prenderanno in esame gli indicatori:

  • conoscenze
  • capacità
  • competenza (capacità di utilizzare e collegare le conoscenze acquisite)
  • uso del lessico
  • uso di linguaggi specifici
  • uso del computer
  • uso di attrezzature
  • partecipazione al dialogo e all'attività formative
  • progressi compiuti

 

LIVELLI

DESCRITTORI DEL LIVELLO

VOTO
10/10

1

Gravemente Insufficiente

1-3

2

Insufficiente

4

3

Mediocre

5

4

Sufficiente

6

5

Discreto

7

6

Buono/Ottimo

8-9

7

Eccellente

10

 

Sarà cura di ogni consiglio di classe - tenendo conto del livello della classe - individuare i descrittori relativi agli indicatori e ai livelli rispettivi

 

 

LA NORMATIVA PER L'ATTRIBUZIONE DEI CREDITI FORMATIVI

Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998 n° 323

Art. 12

1. (Regolamento) Ai fini previsti dal presente regolamento, il credito formativo consiste in ogni qualificata esperienza, debitamente documentata, dalla quale derivino competenze coerenti con il tipo di corso cui si riferisce l'esame di Stato; la coerenza, che può essere individuata nell'omogeneità con i contenuti tematici del corso, nel loro approfondimento, nel loro ampliamento, nella loro concreta attuazione, è accertata per i candidati interni e per i candidati esterni, rispettivamente, dai consigli di classe e dalle commissioni d'esame. I consigli di classe e le commissioni d'esame potranno avvalersi, a questo fine, del supporto fornito dall'amministrazione scolastica e dall'Osservatorio di cui all'articolo 14. II Ministro della pubblica istruzione individua le tipologie d'esperienze che danno luogo al credito formativo con proprio decreto.

2. (Regolamento) Le certificazioni comprovanti attività lavorativa devono indicare l'ente cui sono stati versati i contributi di assistenza e previdenza ovvero le disposizioni normative che escludano l'obbligo dell'adempimento contributivo.

3. (Regolamento) Le certificazioni dei crediti formativi acquisiti all'estero sono convalidate dall'autorità diplomatica o consolare.

Decreto ministeriale 12 novembre n° 452

Art. 1

1. Le esperienze che danno luogo all'acquisizione dei crediti formativi di cui all'art. 12 del regolamento citato in premessa, sono acquisite, al di fuori della scuola di appartenenza, in ambiti e settori della società civile legati alla formazione della persona ed alla crescita umana, civile e culturale quali quelli relativi, in particolare, alle attività culturali, artistiche e ricreative, alla formazione professionale, al lavoro, all'ambiente, al volontariato, alla solidarietà, alla cooperazione, allo sport.

2. La partecipazione ad iniziative complementari ed integrative non dà luogo all'acquisizione dei crediti formativi, ma rientra tra le esperienze acquisite all'interno della scuola di appartenenza, che concorrono alla definizione del credito scolastico.

3. Per i candidati esterni si tiene conto anche del possesso di altri titoli conseguiti al termine di corsi di studio di livello pari o superiore.

 


D.P.R. n.275/ 1999

 

 

4. Nell'esercizio dell'autonomia didattica le istituzioni scolastiche assicurano comunque la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale, coordinandosi con le iniziative eventualmente assunte dagli enti locali in materia di interventi integrati a norma dell'articolo 139, comma 2, lett. B) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati.

6. I criteri per il riconoscimento dei crediti e per il recupero dei debiti scolastici riferiti ai percorsi dei singoli alunni sono individuati dalle istituzioni scolastiche avuto riguardo agli obiettivi specifici di apprendimento di cui all'articolo 8 e tenuto conto della necessità di facilitare i passaggi tra diversi tipi e indirizzi di studio, di favorire l'integrazione tra sistemi formativi, di agevolare le uscite e i rientri tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro. Sono, altresì, individuati i criteri per il riconoscimento dei crediti formativi relativi alle attività realizzate nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa o liberamente effettuate dagli alunni e debitamente accertate o certificate.

7. Il riconoscimento reciproco dei crediti tra diversi sistemi formativi e la relativa certificazione è effettuato ai sensi della disciplina di cui all'articolo 17 della legge 24 giugno 1997 n. 196, fermo restando il valore legale dei titoli di studio previsti dall'attuale ordinamento.

In concreto, per quanto attiene all'attribuzione dei crediti, il Consiglio di classe, in linea con i piani di lavoro, terrà presente che:

•  Le esperienze formative effettuate all'esterno della scuola danno luogo a crediti formativi e valgono per l'attribuzione del punteggio aggiuntivo all'interno della banda d'oscillazione.

•  Le esperienze non curriculari, interessanti sotto il profilo formativo e svolte all'interno della scuola, danno luogo a crediti scolastici. Relativamente a tali attività, inoltre, distinguerà tra quelle che possono concorrere all'attribuzione di crediti di tipo didattico, (quali corsi di approfondimento e di integrazione) e quelle attività che hanno una valenza educativo- formativa, in considerazione che l'impegno, la partecipazione e l'interesse rientrano nei criteri di una valutazione globale dell'iter formativo di una persona.

I crediti certificati per obiettivi didattici concorrono, infatti, alla valutazione periodica e finale nell'ambito delle rispettive discipline, i crediti maturati per obiettivi non cognitivi concorrono - parimenti - alla valutazione finale come momento di sintesi del percorso formativo

"Nella scuola dell'autonomia, dove il piano dell'offerta formativa recita un ruolo determinante e peculiare, il concetto di "certificazione" nasce dall'esigenza di riconoscere il valore dei percorsi formativi personali d'ogni soggetto indipendentemente dal setting d'apprendimento (sia esso un momento curriculare, un'attività di volontariato, un'esperienza di lavoro) o dalle modalità (frequenza di un corso in aula, partecipazione ad uno stage esterno) ".

 

ATTRIBUZIONE DEL CREDITO SCOLASTICO

 

L'attribuzione del credito scolastico viene effettuata in base alla seguente tabella:

 

CREDITO SCOLASTICO Candidati interni

MEDIA DEI VOTI

CREDITO SCOLASTICO NEL TRIENNIO (PUNTI)

 

1°anno

2°anno

3°anno

M=6

2-3

2-3

4-5

6<M< 7

3-4

3-4

5-6

7<M< 8

4-5

4-5

6-7

8<M< 10

5-6

5-6

7-8

 

NOTA - M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Il credito scolastico, da attribuire nell'ambito delle bande d'oscillazione indicate dalla precedente tabella, va espresso in numero intero e deve tenere in considerazione, oltre la media M dei voti, anche l'assiduità della frequenza scolastica, l'interesse e l'impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi. All'alunno che è stato promosso alla penultima classe o all'ultima classe del corso di studi con un debito formativo, va attribuito il punteggio minimo previsto nella relativa banda d'oscillazione della tabella. In caso di accertato superamento del debito formativo riscontrato, il consiglio di classe può integrare in sede di scrutinio finale dell'anno scolastico successivo il punteggio minimo assegnato, nei limiti previsti dalla banda di oscillazione cui appartiene tale punteggio. Limitatamente all'ultimo anno del corso di studi, anche al candidato che ha conseguito nello scrutinio finale una media M dei voti tale che 5<M<6, è attribuito un credito scolastico compreso nella banda di oscillazione di punti 1-3. Al candidato che ha conseguito nel medesimo anno una media M<5 non è attribuito per tale anno alcun credito scolastico. Per la terza classe degli istituti professionali M è rappresentato dal voto conseguito agli esami di qualifica, espresso in decimi (ad esempio al voto di esami di qualifica di 65/centesimi corrisponde M=6,5).

 


VALUTAZIONE FINALE

 

Il Consiglio di classe, in sede di scrutinio, delibera l'ammissione alla classe successiva sulla base dei seguenti criteri:

 

•  Per gli studenti che presentino insufficienze in tre discipline, procede alla promozione con debito.

•  Per gli studenti che presentino insufficienze in tre discipline e debiti formativi dell'anno precedente non superati o reiterati, valuta se ammetterli alla classe successiva, considerando tutti gli elementi utili a sua disposizione (in particolare obiettivi non cognitivi, carico orario delle discipline, disagi nel raggiungere l'Istituto).

•  Per gli studenti che presentino insufficienze in quattro discipline, ritiene difficile per loro il passaggio alla classe successiva, a meno che non individui nell'iter scolastico dei singoli studenti la presenza di elementi particolarmente positivi, che non sono emersi per seri motivi contingenti.

•  Per gli studenti che presentino insufficienze in quattro discipline e debiti non superati o in cinque o più discipline, ritiene di non poterli ammettere alla classe successiva.

 

I. D. E. I.

(Interventi Didattici Educativi Integrativi)

 

 

•  Recupero debiti formativi

•  Potenziamento

•  Preparazione agli Esami di Stato per tutti gli alunni

 

All'inizio dell'anno scolastico si attivano corsi di recupero per gli studenti promossi con debito formativo. A conclusione dei corsi, si procederà alla verifica per accertare il superamento o non del debito.

 

Durante l'anno scolastico sono previsti

 

per alcuni alunni:

•  Interventi di recupero dopo lo scrutinio del primo quadrimestre e in prossimità della fine dell'anno scolastico

•  Interventi in itinere, durante lo svolgimento dell'attività modulare, dopo le verifiche formative.

 

per altri alunni:

•  Attività d'approfondimento per ampliare il bagaglio culturale e potenziare competenze e capacità.

 

 

SEDE CENTRALE Via Prenestina n.1395 - 00132 ROMA - TEL 0622427027 - 0622420953 FAX 0622420804
SEDE SUCCURSALE Via della Colonia Agricola n. 41 - 00138 ROMA - TEL 06121124625 FAX 0687122381
SEDE STACCATA Via Guido Baccelli, 35 – 00030 SAN VITO ROMANO - TEL 06121126460 – FAX 06121126460

 

ITA Emilio Sereni -